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BLOG "Convivio"

Demansionamento, Mobbing e Doppio Mobbing

Il demansionamento da parte del datore di lavoro non è mai giustificato né è legale. E prelude al mobbing o del mobbing è una diretta manifestazione.

Un "trucco" per scoprirlo.

Aprite gli occhi e guardate se intorno a voi vi sono degli altri casi simili al vostro. Se siete solo voi ad essere oggetto di tale trattamento, allora è molto probabile che si tratti di un mobbing o di una serie di azioni mobbizzanti da parte dell’azienda.

Scoprire quanto prima questo disegno malvagio serve non solo per cautelarsi legalmente ma anche ad anticipare il disagio lavorativo vero e proprio, tenuto conto che l’origine del malessere è sempre psicologica e non fisica.

La spirale perversa del mobbing è tale perché logora e deteriora lo stato di salute per effetto della sua persistenza nel tempo, della ripetizione continuativa delle condotte vessatorie, del logoramento sordo e inevitabile dal punto di vista psicologico delle vittime. Le conseguenze del mobbing non si esplicano e si esauriscono sul posto di lavoro ma si allargano e contagiano anche la vita privata.

Quando si parla di doppio mobbing si intende appunto questo duplice effetto del mobbing tanto pervasivo da portare alla disgregazione dello stesso nucleo familiare, di quello cioè che dovrebbe essere l'unica zona di confort in cui ciascuno ha il diritto di ricaricarsi e riprendere energie.

Il potere devastante del mobbing è proprio nel fatto che la vittima si chiude nel suo isolamento e non ottiene più beneficio da nulla neppure dall’aiuto dei familiari. Quello che è più grave è che sono gli stessi familiari a percepire nullo o vano il loro aiuto arrivando al punto da negare addirittura ogni tipo di conforto alla vittima, così che quest’ultima soffre un doppio isolamento e una duplice emarginazione: dapprima sul lavoro e quindi successivamente da parte della famiglia per effetto del senso di impotenza che si insinua tra i membri della stessa.

E in tutto ciò la vittima perde ogni sostegno, ogni punto di riferimento, facendo della famiglia l'unico luogo in cui riversare preoccupazioni, ansie e depressione fino al punto in cui la famiglia stessa per così dire "si vendica" perchè non riusce più ad assorbire le negatività di cui diventa collettore. La famiglia cioè non riconosce più come suo membro il mobbizzato, percependolo anzi come una minaccia per la salute, il benessere e l’unità di se stessa; essa rinuncia cioè ad esercitare il suo ruolo primario di collante e di rifugio.

La depressione della vittima "esclusa e respinta" anche dal nucleo familiare si esaspera con l’estendersi dell’ostilità dal lavoro alla famiglia. La vittima del doppio mobbing è per certi versi ad altissimo rischio di ammalarsi ancora più gravemente.

La giusta nemesi vorrebbe che ne risultasse danneggiata anche l’azienda. Ed è esattamente quello che accade.

Il mobbing danneggia infatti l’azienda che lo favorisce o lo tollera dal momento che ne mina dall'interno l’efficienza, la produttività e la motivazione, un attacco al cuore stesso dell'azienda rappresentato delle risorse umane. Il mobbing infatti deteriora il "clima interno" e favorisce l'attecchimento al posto della cooperazione dell'assenteismo, della conflittualità e del contenzioso.

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